Vittorio Franceschi, attore, drammaturgo e poeta, ha fortemente marcato la storia del teatro italiano, scrivendo e interpretando spettacoli di forte impegno sociale e culturale. I suoi testi che hanno visto le scene sono più di trenta, diversi dei quali sono stati tradotti e rappresentati in molti Paesi d’Europa. Nella sua lunga, prestigiosa carriera, ha lavorato con alcuni fra i più importanti registi italiani ed europei, ha collaborato con tutti i principali Teatri Stabili italiani e, all’estero, con la Comédie de Genève.
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi del teatro italiano e nel 2009 il Comune di Bologna gli ha assegnato il Nettuno d’Oro «per il suo straordinario percorso nella parola teatrale».
La poesia lo accompagna da sempre e si rinnova in questa raccolta che misura in versi liberi Lo spessore del sale, sua quinta pubblicazione poetica dopo Stramba Bologna sghemba (Raffaelli, 2004), Il volo dei giorni (Raffaelli, 2011), Tre ballate da cantare ubriachi e altre canzoni (Pendragon, 2013), Canti dell’autunno inoltrato (Raffaelli, 2018).
Nella foto: Vittorio Franceschi nei panni di John Gabriel Borkman nell'omonimo dramma di Henrik Ibsen - 2002, Teatro Stabile di Torino, regia di Massimo Castri, scene e costumi di Maurizio Balò, luci di Gigi Saccomandi. Foto di Marcello Norberth.