Massimiliano Castellani è nato a Spoleto nel periodo che intercorre tra la diretta (tv) “lunare” di Tito Stagno, la strage di iazza Fontana e l’unica cavalcata trionfale del Cagliari di Gigi Riva. Episodi degni di una vocazione futura da giornalista: oggi è inviato del quotidiano “Avvenire”, per cui scrive di cronache, sport, cultura, e spettacoli. Da sempre si occupa dello stretto rapporto tra sport e letteratura, convinto che il calcio nonostante tutto sia una disciplina socialmente utile e il più bello spettacolo dopo il Big Bang. Per questo motivo, finora ha pubblicato solo libri a “sfondo calcistico e sportivo”: Palla avvelenata. Morti misteriose doping e sospetti nel calcio italiano(Bradipolibri); Continuano a pensare con i piedi (Sugarco); Sla. Il male oscuro del pallone (GoalBook). Con Adam Smulevich Un calcio al razzismo. 20 lezioni contro l’odio (Giuntina) e A Futura Memoria (Minerva). E grazie ai faldoni di articoli scritti e a queste pubblicazioni, può fregiarsi con un pizzico di vanità del suo “triplete” personale: il premio Coni per sport e costume, il premio Fair Play Gianni Brera” e il premio Gianni Mura per il giornalismo sportivo.