La nostra palestra era lo stadio Olimpico.
La nostra cattedrale laica.
È lì, su quei gradini luridi, che coltivavamo la nostra amicizia.
Questo libro è un pamphlet contro il calcio moderno. Contro il calcio televisivo, lo spezzatino sbrodolato delle partite, fare calcio a tutte le ore per fare soldi per fare sempre più soldi, contro i fondi speculativi che hanno sostituito i vecchi presidenti “ricchi scemi” e investono sul calcio sovrapponendo le azioni di Borsa alle azioni di gioco, le pay tv, le telecronache urlate, la tessera del tifoso, le magliette con i colori sballati, le squadre con undici stranieri, il Var, la Champions League a trentasei squadre e girone unico. Un gioco milionario in cui vincono sempre gli stessi e un sistema che dagli anni Novanta ha trasformato il calcio da sport popolare di massa a prodotto di consumo da divano: gioca, mangia, bevi e paga.
Ma è anche un libro sul filo dei ricordi, il memoir di un giornalista che da bambino si salvò grazie alla sua passione per il calcio e per il quale lo stadio diventò il romanzo di formazione adolescenziale, il rifugio in cui si formava una generazione arrivata dopo il ’77, con il disincanto per la politica e le piazze e decisa a resistere a suo modo al riflusso nel privato e all’edonismo reaganiano. Un libro-cartolina dove stanno tutti insieme Paolo Rossi, Antognoni, Zoff, Chinaglia, Montesi e Pasolini, Stefano Benni e la Luisona, Luigi Necco, Paolo Valenti e Bruno Pizzul.
Atto di rivolta e insieme atto d’amore, di quegli amori irriducibili come sono quelli che si rivelano negli anni del liceo.
| ISBN: | 9788833249292 |
|---|---|
| Genere: | Sport - Narrativa |
| Data di uscita: | 14 ottobre 2026 |
| Formato: | 14 x 21 cm |
|---|---|
| Pagine: | 192 pp + Cop. in brossura con bandelle |
| Lingua: | Italiano |