La tribolata storia di un quadro. Il Cassetto di Wolfango

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Formato: 12 x 18 cm
Pagine: 128 pagine + Cop. in brossura
Edizione: Settembre 2019
Lingua: Italiano
Illustrazioni: Interamente illustrato in BN
ISBN: 9788833241975
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Libro cartaceo
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7,65 €
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TRAMA

Wolfango s’era rivolto a un falegname, che lì in quella stanza aveva costruito il telaio del quadro, grande come la parete. E poi era stata tesa la tela, vasta assai più d’un lenzuolo da letto matrimoniale. E su quella tela vuota era stato dipinto con assoluta, totale fedeltà al vero, un vecchio cassetto, tirato fuori da un comò, o da un armadio, o da una scrivania.
È un cassetto che parecchi fra noi tengono in casa, e non vuotano mai. Un cassetto che non serve a nulla, che non contiene oggetti di qualche utilità. In quel cassetto lasciamo le tracce della nostra vita, frammenti di vecchi giocattoli, un biglietto del treno di quando eravamo stati in vacanza, l’indirizzo d’un compagno di scuola di cui non sappiamo più nulla.
In quel cassetto d’enorme dimensione c’era, e c’è, una gran quantità di oggetti, ciascuno attentissimamente figurato, anche se in dimensione di dieci volte maggiore; come se ogni oggetto fosse visto attraverso una lente d’ingrandimento.
L’enorme quadro, però, non si poteva arrotolare. E’ sì un’opera su tela ma il colore acrilico con cui era stata dipinta era stato steso da Wolfango in grande spessore, quasi per imitare la consistenza degli oggetti anche metallici o lignei o cartacei che vi erano ritratti. Non si poteva fare altro che tenerlo in piedi, così com’era. La porta non era abbastanza grande per farlo uscire. Che fare?

 

Eugenio Riccòmini ama definirsi narratore d’arte. Per un quarto di secolo è stato consigliere comunale, qualche volta assessore e un paio di volte vicesindaco. Al di fuori di questi incarichi nel comune di Bologna, Eugenio Riccòmini, che ha sempre avuto a cuore che i bolognesi conoscessero il tipo di arte da lui amata, ha tenuto centinaia di conferenze in giro per la città. Al palazzo dei congressi si raccoglievano 1500 persone, provate a fare i conti di quanti hanno avuto la fortuna di ascoltare le sue conferenze!

 

Davide Peretti Poggi è nato nel 1967 a Bologna.
Proviene da una famiglia di pittori di cui continua con passione la tradizione.
Terminato il liceo Classico si è diplomato a Firenze in restauro di tavole e tele, svolgendo l’attività di restauratore per una quindicina di anni.
Dopo questo periodo si è dedicato esclusivamente alla pittura.
Negli anni 1996-1997 ha insegnato disegno alle Collezioni Comunali d’arte di Bologna insieme al padre Wolfango.
Dal 1999 organizza lezioni di disegno e pittura per adulti e bambini presso il suo studio prima a Bologna ora a San Lazzaro di Savena.
Dal 2010 è docente di disegno e discipline pittoriche presso l’Università Primo Levi a Bologna.

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