I dipinti Fiamminghi e Olandesi della Pinacoteca Nazionale di Bologna

Collana: Percorsi d'arte
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Formato: 17 x 24 cm
Pagine: 144 + Copertina in brossura
Lingua: Italiano
Edizione: Aprile 2005
A cura di W. Bruna Le Breton
Illustrazioni: 8 a colori e 60 b/n
ISBN: 978-88-7381-101-9
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Libro cartaceo
20,00
17,00 €
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TRAMA
La storia del collezionismo di pitture del nord in Italia ha lontane origini e personaggi illustri lo praticavano già agli inizi del Rinascimento. Il possesso di collezioni di oggetti artistici era per gran parte appannaggio della società nobiliare e senatoria e, con l’inizio del XVIII secolo, in seno alle grandi famiglie nobili, il possesso di collezioni organizzate di quadri, statue e altri oggetti d’arte, pervenute per eredità, per commissione diretta o per acquisto, assurge a simbolo di prestigio e di elevazione culturale: più importanti erano i dipinti e la notorietà dei loro autori, più alto risultava il grado di considerazione nobiliare del possessore. Delle più importanti collezioni esistenti in Bologna nel Sei e Settecento, esistono inventari ed elenchi delle opere ed oggetti che ne costituivano il nucleo e si può riscontrare la presenza di un numero ragguardevole di dipinti nordici, fiamminghi, olandesi o tedeschi, nei quali spiccano i nomi di Paul Bril, di Poelemburg, di Fyt e di Snyder. Il marchese Francesco Zambeccari, membro di una delle più illustri famiglie bolognesi che possedeva una collezione che doveva annoverare parecchi dipinti fiamminghi e olandesi, donò otto importanti opere all’Accademia Clementina, dando inizio al primo nucleo di fruizione pubblica di un privato patrimonio artistico. Il figlio Giacomo assicurò, tramite la garanzia dell’Istituto delle Scienze e la vigilanza dell’Accademia Clementina, l’accesso pubblico alla Galleria delle Pitture. Purtroppo gli eventi che seguirono la sua morte, il crescente e diffuso fenomeno di alienazioni di opere d’arte attraverso canali commerciali, le soppressioni seguite alle campagne napoleoniche investirono anche la Collezione Zambeccari. Nel 1884 ciò che rimaneva dell’antica collezione, fu riaffidata all’Accademia Clementina, divenuta nel frattempo Accademia di Belle Arti ed infine Pinacoteca Nazionale. Allo stato attuale delle cose, il nucleo di dipinti nordici, in gran parte fiamminghi e olandesi, di proprietà della Pinacoteca di Bologna consiste in una quarantina di dipinti, solo alcuni dei quali sono stati recentemente esposti nelle sale di Palazzo Pepoli-Campogrande.
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